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Unioncamere del Veneto


 
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Economia circolare: un caso concreto in Regione del Veneto

29 marzo 2021 | 

L’Amministrazione regionale ha testato su di sé il “documento–guida” preparato dal tavolo di lavoro sui bandi istituito con il protocollo d’intesa sul GPP tra Regione Veneto, Unioncamere, Arpav e Università Regionali Link al documento 

Infatti con Decreto n. 225 del 15.9.2020 è stato affidato alla ditta Scattolin Distribuzione Automatica S.r.l. il “SERVIZIO DI RISTORAZIONE AUTOMATICA” E “FORNITURA, INSTALLAZIONE E GESTIONE DEL SERVIZIO DI NOLEGGIO DI EROGATORI D’ACQUA COLLEGATI ALLA RETE IDRICA” per le sedi della Regione del Veneto nel rispetto dei principi previsti dal Piano di azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (PAN GPP) e del Piano d’Azione della Regione per l’attuazione del Green Public Procurement (2019-2023).
Molte sono le novità introdotte con il nuovo servizio nell’ottica di perseguire gli obiettivi di un’economia circolare attenta alla riduzione della produzione di rifiuti e alla certezza di recupero degli stessi, garantendo in questo modo il contenimento degli impatti potenziali complessivi sull’ambiente.

Innanzitutto si è puntato ad una riduzione degli imballaggi, all’utilizzo materiali riciclati, riciclabili o facilmente biodegradabili e compostabili.
Inoltre abbinando la ristorazione automatica all’erogazione di acqua da rete idrica, si incide con un’importante riduzione della produzione di rifiuti di plastica monouso.

Per favorire un incremento della corretta raccolta differenziata da parte degli utenti sono forniti strumenti dove poter conferire i rifiuti. Grazie a due progetti, GREEN BREAK, che prevede la gestione completa del conferimento dei rifiuti derivanti dal consumo presso i distributori automatici, e NO WASTE, le aree ristoro sono configurate con l’utilizzo di compattatori di rifiuti o, dove gli spazi non lo consentono, sono installati contenitori specifici finalizzati a raccogliere in modo separato, sin dall’origine i rifiuti, inoltre, sui monitor dei distributori automatici di bevande calde sono presenti degli spazi a disposizione della stazione appaltante per comunicare e sensibilizzare l’utenza sull’importanza della raccolta differenziata.

L’utente in tal modo può conferire e differenziare il rifiuto, generato in modo corretto consentendo il tracciamento completo della filiera, dal Detentore al Recuperatore, avendo pertanto la garanzia di rispettare quanto stabilito dall’art. 187 comma 1 e 179 comma 1 del D.Lgs n. 152/2006 e ss.mm.ii., recante “Norme in materia ambientale”.

I rifiuti di imballaggio raccolti sono:

1. imballaggi costituiti da PET e alluminio;
2. bicchieri di plastica;
3. imballaggi in materiale plastico;
4. bicchieri e palette in materiale biodegradabile;
5. carta.

E’ previsto anche un incentivo al riciclo premiando l’azione virtuosa dell’utente, riaccreditando nella chiave di vendita Euro 0,01 per ogni confezione in PET o Alluminio acquistate dai distributori automatici e conferite nel compattatore. 
Un passo avanti verso la sostenibilità del servizio è stato fatto anche con il “Progetto Recupero Fondi Caffè, prodotti organici” che prevede l’attuazione di una strategia volta a ridurre i residui ed ottimizzare la gestione degli stessi secondo i principi dell’economia circolare, per la gestione dei “fondi di caffè” come sottoprodotto bioenergetico da utilizzarsi in impianti biogas, ai sensi dell’art. 184-bis del D.lgs. 152/2006 e s.m.i. e del Dm 264/2016. In questo modo il ciclo di vita del chicco di caffè non produce mai scarto essendo perfettamente circolare.

I vantaggi per la PA si concretizzano nel:

a) garantire che i rifiuti prodotti presso le proprie strutture vengano gestiti secondo le vigenti disposizioni di legge in materia di rifiuti;
b) avere certezza ufficiale che i rifiuti saranno sottoposti a procedimenti di recupero, consentendo dunque un minor impatto sull’ambiente derivante dalla gestione degli stessi; 
c) certificare il dato concreto e verificabile da parte di soggetti autorizzati in modo oggettivo, definendo il flusso e la percentuale di recupero dei rifiuti raccolti nelle sedi della Regione del Veneto, ad oggi gestiti invece all’interno del flusso complessivo dei rifiuti urbani dell’intera Città di Venezia.